Da Ridracoli a
San Paolo in Alpe

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Perchè andare a San Paolo in Alpe ?

Se provate a volare sopra questa zona, vedrete che San Paolo in Alpe è l'unico prato in quota.
E’ una collina perfetta per il pascolo raggiungibile da ogni versante con Sei sentieri ed è quindi un alpeggio unico tra queste appennini.

Se non vi interessa l’aspetto storico sicuramente la vista sarà appagata dai numerosi daini che pascolano liberi e dallo spazio aperto del panorama.
A Sud vedrete l'alto crinale tosco-romagnolo dove il bosco nasconde il sentiero GEA 00 

GEA (Grande Escursione Appenninica), è un percorso trekking lungo 425 km che collega i sentieri sui crinali tra il passo di Bocca Trabaria, al confine con l’Umbria e le Marche, con il passo dei Due Santi, in Liguria.


 

Durante la seconda guerra mondiale, San Paolo era un posto perfetto per gli alleati che qui paracadutavano, rifornimenti ai partigiani.
L’avviso in codice era: “Le ciliege sono mature”.

Chiaramente la rappresaglia nazi-fascista fu aspra e violenta, ed è incredibile pensare come un luogo così silenzioso che ispira pace e tranquillità, sia stato un teatro di morte,
ma negando Dostoevskij,
purtroppo la bellezza non ha mai salvato il mondo !

Daini al pascolo, portare lo zoom

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Non confondere la mappa con il territorio
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A San Paolo in Alpe l'occhio trova il piacere di non trovare quasi ostacoli sul suo orizzonte.

Inconsciamente è per questo che ci piace osservare spazi aperti, per non doversi chiedere: "cosa c'è di là ?"
 

È una domanda ontologica, parte stessa della nostra natura.

È la domanda che ci fa partire per esplorare da quando l'uomo aveva ancora mappe da disegnare.
 

Oggi abbiamo tutte le mappe del mondo, ma conosciamo molto poco l'esperienza diretta sul terreno ed è questo uno dei principali errori nel trekking come nella vita, confondere la mappa con il territorio.